sabato 1 dicembre 2007

FONTI RINNOVABILI: L’ABRUZZO CONTROCORRENTE di Federico Zia

Una norma sconcertante inserita dalla maggioranza di centrosinistra

L’AQUILA. Mentre il mondo intero si avvia verso il risparmio energetico, le energie rinnovabili ed il rispetto dell’ambiente, l’Abruzzo va controcorrente. Una norma regionale contiene in sé il divieto, inserito dalla maggioranza di centrosinistra, di installare pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici. La norma, contraria alle priorità della politica nazionale in tema di ambiente ed energia, ha spinto il Governo di centrosinistra all’impugnazione davanti la Consulta, intanto l’assessore all’Ambiente Caramanico riconosce l’errore definendolo imbarazzante, assicurando un’inversione di rotta. Un imbarazzo regionale che cresce in maniera esponenziale se si pensa che il piano energetico abruzzese ha fissato per il 2015 l’obiettivo di ottenere il 51% dell’energia di cui potranno usufruire i cittadini da fonti rinnovabili. Un piano energetico rispettabilissimo che cozza però con l’assurdità della norma approvata dal consiglio regionale nelle scorse settimane, un provvedimento approvato in maniera compatta senza calcolarne le conseguenze. “E’ stato un imbarazzante errore nato da una svista conseguente a un emendamento senza concertazione presentato da un singolo consigliere ad una legge omnibus - afferma l’assessore regionale all’Ambiente Caramanico - come giunta ci siamo già attivati per porvi rimedio in tempi rapidi e credo che entro la fine dell’anno di quella norma non ci sarà più traccia”. Sotto accusa è l’articolo 74 della legge regionale n. 34 del primo ottobre 2007 che fissa il divieto di collocare pannelli fotovoltaici su terreni e tetti di edifici pubblici distanti meno di 500 metri da abitazioni private. Sconcertante è la motivazione del provvedimento che sottolinea la necessità di “garantire una migliore qualità della vita quale corretto rapporto tra ambiente interno inteso quale abitazione, ed ambiente esterno, inteso quale luogo circostante l’abitazione”. Comunque Caramanico ha assicurato che la legge contestata verrà eliminata in tempi brevi.

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